I bambini non sono merce elettorale!
Giorgia Meloni osa ancora una volta calpestare la Carta Costituzionale per inseguire i suoi voti in campagna referendaria. Parlando del caso della “casa nel bosco”, dove la madre è stata allontanata dai figli minori, la premier bolla la decisione dei magistrati come “scelta ideologica di toghe politicizzate”. “I figli non sono dello Stato”, tuona da Palazzo Chigi, ignorando bellamente l’articolo 30 della Costituzione: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”. Lo Stato non ruba i bambini: interviene quando la famiglia fallisce, come recita nero su bianco la nostra legge fondamentale.
Ma i fatti parlano chiaro, e smentiscono il populismo meloniano. Le indagini e le perizie degli assistenti sociali, depositate nei fascicoli del Tribunale per i Minorenni, dipingono un quadro drammatico: condizioni igienico-sanitarie precarie, rischi per la salute dei piccoli, esposizione a pericoli ambientali nella “casa nel bosco”. Non ideologia, ma protocolli rigorosi basati su valutazioni psicologiche e mediche certificate. Relazioni che documentano trascuratezza, mancanza di cure adeguate e un contesto familiare instabile. Eppure, Meloni sceglie di ignorarle, preferendo il suo copione da campagna elettorale al rispetto della verità e della legge.
Perché ora, proprio mentre infuria la battaglia referendaria sul quesito per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri? Non è un caso. Meloni spara queste provocazioni per cavalcare l’onda anti-giudici, alimentando la solita narrazione del “nemico popolo” contro le toghe rosse. Quel referendum non è che un tassello del modello di Stato centralizzato della destra: un potere sottratto al Parlamento e alla magistratura per concentrarlo nelle mani del governo esecutivo. Immaginate un’Italia dove il Premier decide chi indaga e chi no, dove i diritti dei più deboli – come quei bambini tolti a una madre inadeguata – diventano ostaggio di propaganda. È il sogno autoritario di Fratelli d’Italia: meno controlli, più mano libera per il Palazzo.
La magistratura non è politicizzata: è l’unica barriera contro abusi e populismi. Fermiamo questo referendum-trappola e riprendiamoci la sovranità del popolo, non quella di un governo che usa i drammi familiari per fare campagna!
