Gentrifichiamo i gentrificatori
Il centro di Roma è una Disneyland per turisti parassiti, dove i romani entrano solo con il portafoglio piangente e l’anima in esilio. Da Piazza Navona a Spagna, i palazzi storici sono catene di hotel di lusso e loft per ricchi europei, con affitti che balzano del 25% in un anno grazie a piattaforme come Booking che speculano sul nostro patrimonio. L’attualità? Il boom post-pandemia del 2025 ha visto un +15% di locazioni brevi, svuotando interi condomini e spingendo famiglie romane verso Tor Bella Monaca o Laurentino, lontane dal proprio DNA cittadino.
Questa gentrificazione è un furto ai danni del popolo romano: botteghe artigiane chiudono per far posto a Starbucks e souvenir cinesi, mentre i prezzi al consumo lievitano del 40% nei rioni centrali.
Politicamente, è una resa al capitale globale: fondi qatarioti e cinesi comprano blocchi interi, mentre i romani dormono in macchina o emigrano.
Basta subire! Serve una rivolta dal basso: espropri etici per chi specula, moratoria totale sugli Airbnb, e piazze pedonalizzate solo per residenti. I romani non sono comparse nel film della loro città: alziamo la voce, blocchiamo le strade, facciamogli assaggiare la vera romanità – quella che non si compra!
